48H+: ti disegno e ti racconto New York

Abbiamo chiesto a Luca Golinelli, illustratore e travel blogger di Mi Prendo e Mi Porto Via, di raccontarci una destinazione. E gli abbiamo dato anche una matita. Ecco cosa ne è venuto fuori.

Ciak, Azione! Ed ecco che il film su New York ha inizio. Il protagonista? Eccomi qua. Ho sempre questa sensazione quando vado a New York. Di essere in un film, in una grande produzione hollywoodiana. Non capita anche a voi? Mi immagino seduto in un caffè Starbucks del centro, uno di quelli che abbiamo visto tutti in qualche telefilm americano: la tazza fumante, la vista sulla strada affollata di taxi gialli, l’insegna al neon di Bubba Gump che emerge in mezzo alle luci scintillanti di Time Square. Mi immagino di trovarmi ad Harlem, magari per assistere a un concerto gospel, e di sentirmi subito in uno di quei film di Natale. Sì, di quelli che danno in tv il pomeriggio della vigilia. Quando fuori è freddo. Oppure allo Yankee Stadium, ad agitare il manone gigante da una parte, mentre con l’altra mano cerchi di addentare un hot dog pieno di senape. Il battitore ha appena fatto un home run, ma tu sei ancora lì a capire come funzionano le regole del gioco. La prima volta che sono stato a New York, la mia compagna mi ha obbligato a fare shopping sulla 5th Avenue. Perché? Perché voleva sentirsi come Audrey hepburn in Colazione da Tiffany. Solo che da Tiffany la colazione non la servono, quindi mi è toccato farle il regalo per l’anniversario in anticipo. Ma alla fine fa tutto parte del romanticismo della città. Quello stesso romanticismo che si respira passeggiando in autunno a Central Park, quando le foglie cadono e le strade di tingono di rosso e sfumature di marrone. O quello del ponte di Brooklyn visto da una panchina del Fulton Empire State Park. Avete mai visto Manhattan di Wood Allen (per intenderci)? New York è un grande film da vivere, ma è anche un bella illustrazione. Che oggi vi regalo per scoprire tutti i simboli e i luoghi della città che non dorme mai.