48H+: ti disegno e ti racconto Tokyo

Abbiamo chiesto a Luca Golinelli, illustratore e travel blogger di Mi Prendo e Mi Porto Via, di raccontarci una destinazione. E gli abbiamo dato anche una matita. Ecco cosa ne è venuto fuori.
Nel quartiere di Harajuku la parola d’ordine è stravaganza.  Ma anche eccesso! Tutto qui è colorato, sfarzoso, variopinto. Ti sembra di essere finito in uno di quei cartoni animati manga, tra fiocchetti rosa, gonne esagerate e make-up estrosi. Quello che amo di Tokyo è la sua doppia anima, la sua intrinseca dicotomia: da un lato i look “estremi” delle Gothic Lolita e delle Harajuku Girls, dall’altro la seriosità dei lavoratori impettiti in giacca e cravatta, che attraversano l’incrocio di Shibuya per raggiungere l’ufficio. Lo sapete che questo è l’incrocio più trafficato al mondo (oltre ad essere uno dei simboli della città)? Attraversare qui ti mette decisamente alla prova! E poi c’è l’anima spirituale di Tokyo, quella dei templi e delle tradizioni secolari. Quella degli incensi e delle statue sacre. La leggenda vuole che il Tempio di Sensoji  sia sorto sul fiume Sumida, lì nel punto  dove la statua d'oro della dea Cannon risaliva a galla, ogni volta che veniva buttata in acqua. Per questo è uno dei templi più apprezzati dai giapponesi ed è famoso per essere portatore di fortuna e felicità. Vale la pena andarci. Io però la felicità la trovo al parco di Yoyoji, passeggiando tra gli alberi e i suoni della natura. Provate a immaginare che spettacolo durante la fioritura dei ciliegi. Aspetta...ora che ci penso, la fioritura comincia propria adesso.  Finisco il disegno e corro a prendere il primo volo per Giappone! Konnichiwa