5 viaggiatori che potresti ritrovarti in vacanza

Il turista, il fai-da-te, il solitario. E tu, che tipo di viaggiatore sei? Se è vero che la meta non fa il viaggiatore, che generalizzare è sbagliato e che ognuno di noi è diverso, è altrettanto vero che più si viaggia e più si incontrano tipologie abbastanza standard di turisti/viaggiatori con caratteristiche ben definite, mete fotocopiate e atteggiamenti prevedibili. Senza favoritismi, né anatemi, provo a fare una breve lista delle tipologie più note di viaggiatore. Sarò imparziale e democratico, quindi critica per tutti! Perché in fondo, tra queste, c’è un piccolo pezzettino di ognuno di noi! Per comodità e fino a quando non avremo il neutro come in Germania, userò il maschile. Non offendetevi!

Il turista ex-Alpitour

Organizzazione, programmazione e sbattimento conto terzi, ormai sa come si fa per gustarsi una vacanza senza stress e non è costretto a perdersi nel deserto come nel vecchio spot televisivo. Non gli interessa nulla che sia al di fuori del villaggio, pretende un braccialetto colorato simbolo del potere e dei 100 mojito che si può ingurgitare e parcheggia eventuale prole al mini club. Dopo una settimana di ferie e di lontananza, i figli non lo riconoscono perché ha la cirrosi ed è aumentato di 20kg. Torna in patria decantando il mare caraibico – il tratto davanti al suo bungalow – e, nei casi più avventurosi, racconta l’escursione all'isola vicina con toni epici da esploratore in stile Livingstone. Piscina, Resort

Il fai da te troppo cool

Lui non fa vacanze, solo viaggi. Anche quando va nelle Marche per un weekend. Valigie e trolley sono esempi di blasfemia e l’unico compagno di viaggio è lo zainone. La sua è una religione, un credo fanatico, un dovere morale che sfocia spesso nello scegliere sempre e comunque tutto ciò che di più scomodo esiste. Odia il mainstream, è tremendamente cool e ricerca solo il local. Vestirsi da hippie e lavarsi poco, sono due must a cui non può sottrarsi. Turista fai da te

Il solitario ansiogeno

Parte da solo, ma non è convinto. Racconta a se stesso che incontrerà persone, amici e farà grandi esperienze, ma la paura prima lo blocca e poi lo spinge ad ammorbare il prossimo. Ti pedina la sera, sceglie il tuo stesso ristorante e prenota la tua escursione, cerca scuse per attaccare bottone e poi per fortuna trova un gruppo di disperati che gli rivolge la parola e ti lascia stare. Finge sempre di divertirsi un sacco e di fare cose incredibili, ma in controluce l’iride dei suoi occhi racconta il contrario. Turista

Il fuori luogo

Qualcuno che ha proprio sbagliato tutto: luogo certamente, ma anche tempo e in generale dimensione spazio-temporale. Quello che in mezzo alla jungla sbuca da un cespuglio con il trolley, arrancando e annaspando, sudato marcio con un’espressione che recita chiaramente: “Voglio tornare a casa!” Quello che non aveva capito che le capanne sul mare erano baracche di paglia con il bagno fuori, quello che dopo cinque giorni in un hotel indiano torna a casa in lacrime, in Italia. Quello che il prossimo viaggio lo farà assieme al turista ex-Alpitour.

Il tranquillone zen

Il migliore, il più fortunato. A lui non frega nulla di dove andare e cosa fare, a stento sa dove si trova. Gli basta che sia caldo, ci sia il mare e qualche aperitivo. Per il resto potete portarlo ovunque: che sia Formentera o il Madagascar. Non polemizzerà mai, cenerà dove volete voi e seguirà ogni vostra decisione senza battere ciglio. Dategli un minimo di qualità, non fategli troppe domande e garantite un livello accettabile di benessere e alcool.