Asia: un viaggio sulle tavole di cinque paesi

Non so se lo fate anche voi, ma io prima di partire mi diverto a cercare informazioni sulla cucina del paese che mi aspetta, e quando arrivo assaggio, quasi tutto. Quello di oggi è un viaggio sulle tavole di cinque paesi asiatici, tra aspettative ed esperienza sul campo. Bali        Il piatto più conosciuto all’estero è senza dubbio la famosissima anatra, la Balinese Duck, peccato che, quando ho chiesto, ho scoperto che in realtà tanti balinesi non l’hanno mai assaggiata (mi hanno detto “quella è per i turisti”, parole testuali). Ora non è certo un delitto ordinarla, ma se siete alla ricerca di qualcosa di autentico, non posso che suggerirvi di provare il Gado Gado, un piatto che racchiude tutti gli ingredienti tipici della cucina dell’isola, quelli che davvero non mancano mai: aglio, peperoncino e arachidi. Il Gado Gado è un piatto vegetariano, composto da verdura bollita e poi condita con salsa di arachidi; generalmente si tratta di germogli di soia e fagiolini, alla quale vengono aggiunti tofu e uova sode: è buonissimo, costa poco, e si trova praticamente in tutti i warung dell’isola, i famosi ristorantini di strada, quelli dove si fanno sempre gli incontri migliori. Filippine             Come la lingua parlata, anche la cucina filippina ha subito l’influenza delle varie dominazioni straniere che si sono avvicendate nel paese, e i risultati sono piuttosto variegati: ce n’è davvero per tutti i gusti, è proprio il caso di dirlo. Il piatto più famoso, la vera star, è il Pancit, ovvero noodles saltati, generalmente con verdure e carne, alle volte con l’aggiunta di gamberetti; le versioni sono tantissime, e si differenziano già a partire dal formato della pasta. Pancit - Filippine   Se siete in partenza per le Filippine, però, non fermatevi al Pancit, assaggiate anche il Chicken Adobo, pollo in umido servito con riso, non particolarmente speziato, e poi il pane: ne ho trovato parecchio, cosa che in Asia non capita praticamente mai, ed è molto buono, dolce o salato che sia. Thailandia Quando si pensa alla Thailandia a tavola, ci si immagina subito un piatto di Pad Thai: sono partita anche io con questa convinzione, poi ho scoperto che in realtà i thailandesi non lo amano molto (quelli che ho conosciuto, poi, si metterebbero a ridere se mi azzardassi a ordinarlo, tanto per darvi un’idea). Il suggerimento quindi è quello di provarlo, sicuramente, ma di buttarsi poi su altro, perchè la scelta è davvero imbarazzante; qui vi faccio giusto tre nomi, rigorosamente scelti tra i miei preferiti: Papaya Salad, Morning Glory saltata (una specie di spinacio d’acqua molto saporito) e Moo Dad Diew, ovvero maiale essiccato a striscioline e poi fritto. Aspetto di sapere che ne pensate! Thailandia - ristorante di strada ok   Cambogia Non si può lasciare la Cambogia senza aver assaggiato l’Amok: il più famoso è quello di pesce, ma si trova anche di pollo, o vegetariano. L’Amok di pollo, il mio preferito, è una sorta di spezzatino, dove la carne viene annegata in un misto di verdure stufate e di spezie; come in tutti i piatti della cucina cambogiana, il sapore del lemongrass la fa da padrone. A dirla tutta, in Cambogia non è difficile imbattersi anche in qualcosa di più creativo, come la salsa di formiche ad esempio, molto usata per condire le verdure: vi confesso che non sono riuscita ad assaggiarla, forse sarebbe stato meglio evitare di chiedere che fosse! India La cucina indiana è una delle più diffuse anche nel nostro paese: chi non ha mai assaggiato il famigerato pollo al curry? C’è da dire che poi, arrivati sul posto, ci si accorge che c’è ben altro, ma non sto certo rivelando nulla di nuovo. Una delle scoperte migliori che ho fatto a Delhi è stato lo Shakar Gandi, un tubero molto simile alla nostra patata, che viene bollito e poi condito con un masala non piccante, e con succo di lime: lo vendono ovunque per strada ed è buonissimo. Shakar Gandi - India   Prima di chiudere voglio però fare una menzione speciale al Chai Tea, famosissimo anche qui da noi, e alle Peanuts Masala, ovvero arachidi fritte e inondate di spezie più o meno piccanti, da mangiare a tutte le ore, tant’è che me le hanno portate anche a colazione. Lì però ho fatto una gran fatica lo ammetto!