Il punto di non ritorno. Episodio 6 #LaMiaMongolia

Il punto di non ritorno.

Ep.6 #LaMiaMongolia

Finalmente sono riuscito a trovare i biglietti del treno per lasciare Pechino; eccomi quasi in Mongolia. Nella stazione di Erenhot, o Erlian o Eriien insomma, l’ultima città cinese, mi viene posto sul passaporto il timbro d’uscita. Da questo momento, qualsiasi cosa mi succeda, non sarò il benvenuto nella Repubblica Popolare. Se per esempio a cinquanta metri dal confine mi rompessi una gamba, sarei costretto ad arrivare fino alla capitale mongola, a quattrocento chilometri di steppa senza strade di distanza. Non so cosa succederebbe in caso di vita o di morte, ma non mi sono voluto porgere il problema.

DSC_4661
DSC_4661

Il visto d’ingresso per la Repubblica Popolare Cinese è una brutta faccenda: è costoso, inutile come tutti i visti e scomodo da richiedere. Per prima cosa, e questa è la parte più assurda , come tante altre cose inspiegabili che hanno a che fare con la Cina,  per richiedere il visto è necessario che qualcuno (che sia tu o un delegato) vada fisicamente negli uffici di Roma o Milano. Al termine della procedura, invece,  il visto può essere spedito dove si vuole. E così, se non si conosce qualcuno in quelle città bisogna scomodarsi, oppure affidarsi a delle agenzie che si occupano di questo, in cambio di una commissione. In caso vi affidaste a un’agenzia, pensano loro a mandarvi un corriere, voi dovete solo mandare i documenti compilati e le altre cose che elenco sotto; in ogni caso ogni agenzia lavora in modo diverso, chiedete a loro le condizioni.

Schermata 2015-12-09 alle 17.14.34
Schermata 2015-12-09 alle 17.14.34

In questo articolo mi occuperò solo del visto turistico, classificato sotto la categoria “L”. Il visto è sempre necessario, ma se si transita (solo se si transita) per alcuni principali aeroporti cinesi, non è necessario. In caso lo scalo duri meno di 72 ore, le autorità aeroportuali concederanno all’arrivo un visto d’ingresso per poter girare liberamente. Come specificato dall’autorità il visto è valido solo se l’aeroporto di provenienza e la destinazione finali siano differenti, cioè solo se si fa scalo in Cina, niente trucchetti. Questa opzione vale per noi italiani e per i cittadini di altre nazionalità, per maggiori info e per i casi particolari, qui ci sono tutte le informazioni ufficiali. 

DSC_4631
DSC_4631

Per ottenere il visto cinese sono necessari un paio di documenti:

- un passaporto valido che non scada prima di tre mesi; - la conferma della prenotazione aerea a/r; - delle fototessere; - il modulo di richiesta del visto compilato; - prenotazione alberghiera per tutta la durata della permanenza. A tal proposito si può prenotare online con la formula cancellazione gratuita fino a 48h, e poi si è liberi di andare dove si vuole.

È consigliabile effettuare la richiesta un mese prima della data di partenza, ed è meglio prendere appuntamento con l’ufficio per evitare code. Il prezzo del visto varia spesso e a seconda del tipo che si richiede. Si può scegliere tra ingresso singolo e più ingressi e tra la durata di uno o tre mesi. Qui il tariffario ufficiale.

DSC_0840
DSC_0840

Per la Mongolia il discorso è molto più semplice perché da Giugno 2014 il Governo mongolo ha deciso di permettere ai cittadini di molti paesi, inclusa l’Italia, di entrare nel paese e starci per 30 giorni senza essere in possesso del visto. Unica condizione il passaporto con almeno 6 mesi residui di validità. Questo provvedimento vale fino al 31 Dicembre 2015 e non si sa se sarà rinnovato, cosa piuttosto probabile, o quali saranno le modalità di richiesta e rilascio del visto dopo tale scadenza, per cui non c’è altro da fare che andare subito in Mongolia oppure aspettare aggiornamenti. Io intanto passo la notte sul treno, domani sarà un altro giorno, ormai sono in Mongolia e questo mi basta.

Hai visto gli altri episodi? Sono tutti qua.