Le cose più grandi del mondo. Episodio 2 #LaMiaMongolia

Oggi mi trovo a Pechino. Prima di salire su un treno mongolo cerco di capire cosa c'è da fare in città.

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2. Le cose più grandi del mondo

Il jet lag mi uccide. La gente scrive un mare di guide su come combattere con rimedi naturali il fatto che un uomo, in maniera del tutto innaturale, sia sbattuto a diecimila chilometri di distanza nel giro di poche ore, in un posto dove il giorno è la notte e la notte è il giorno. Non sono troppo franco come vorrei, ma è una perdita di tempo leggere e scrivere certe cose. L’unica cosa che può aiutare è un po’ tempo e di pazienza, oltre al fatto di avere una stanza d’albergo con finestre, ma io non sono stato fortunato.

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Mi sveglio alle 5 di mattina (23 in Italia), balzo fuori dal letto e cercando di contenere i giramenti di testa cerco di capire cosa c’è da fare a Pechino. Il mio quartiere (Tiāntán), quello del tempio del cielo, è tranquillo e piacevole, sembra un paesino di campagna lontano centinaia di chilometri dai 20 milioni di abitanti che affollano Pechino. A quest'ora i cinesi si stanno ancora svegliando e solo alcuni pedalano per le strade semi deserte. Devo riuscire a vedere il più possibile prima di lasciare per sempre la Cina a bordo di un treno mongolo. Ho solo tre giorni, che ho decido di impiegare così:

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Una giornata nella Città Proibita

È stato il palazzo imperiale delle dinastie Ming e Qing, inaccessibile per circa 500 anni. Sorge al centro di Pechino dove occupa una quantità di spazio impressionante: è il complesso di edifici più grande del mondo, quanto basta da renderlo un patrimonio UNESCO. Il palazzo affaccia su piazza Tienanmen, la più grande piazza del mondo che, tanto per darvi un'idea, è grande quanto Città del Vaticano, lunga quasi un chilometro e larga mezzo.  Da una punta non ne vedi la fine, sarà anche per lo smog che c’è in città. La piazza è famosa non solo per le dimensioni, ma anche per esser stata il luogo di proclamazione della Repubblica Popolare di Mao Tse-tung e per le proteste studentesche; vi ricordate quel tizio che stava in piedi di fronte al carro armato?

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Un giorno intero l'ho speso per vedere un cosa che io non posso perdere: la stazione ferroviaria. Devo trovare un modo di arrivare in Mongolia. La cosa che mi ha colpito di più di questo posto è che, considerato che si tratta della stazione della terza città più grande e affollata del mondo, meta di scambi, traffici e affari intercontinentali, nessuno agli sportelli parla una parola d’inglese né tanto meno è possibile acquistare biglietti per treni diretti in altre nazioni. Che pazzia la Cina. Alla fine mi arrangio con dei biglietti di treni locali, facendo tappe fino al confine mongolo, poi si vedrà.

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Un giorno intero per raggiungere e arrampicarmi sulla Grande Muraglia in un punto dove non è ristrutturato, ma ne parlerò nel prossimo articolo.

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Ho scoperto anche che ci vorrebbero un paio di settimane per riuscire a vedere più o meno bene tutto quello che c’è a Pechino. Io, tra le altre cose, mi sono perso: il Palazzo d’estate; il Tempio del Cielo (a due passi dal mio albergo economico senza finestre); Lama Temple; Hutongs; le tombe della dinastia Ming; Ma il viaggio deve continuare, non ho troppo tempo da dedicare alla città. Ottima scusa per tornare con calma. Leggi il primo articolo oppure vai al prossimo.