Cracovia: un viaggio nella memoria

Non saprei raccontarvi del mio viaggio più bello perché ogni città, a suo modo, è incantevole e da scoprire. Potrei però parlarvi di una città che per una serie di aspetti culturali e sociali (oltre che per la sua bellezza indiscussa) mi ha colpito più di altre, anche se non mi ha accolto proprio bene con i suoi -13°: Cracovia.  Visitare  l’ex capitale della Polonia nei mesi invernali potrebbe sembrare una scelta ardua per i più freddolosi, ma proprio non ho resistito nel vederla vestita di neve. Cracovia mi ha stupito: è una città nostalgica e semplice ed è impossibile non respirare nella sua aria il ricordo di un passato tragico, non avvertire una ferita ancora pulsante. In 6 giorni ho avuto modo di immergermi nella sua atmosfera e ora voglio provare a raccontarvi i luoghi che i miei occhi hanno avuto la fortuna di vedere, conditi dai racconti che ho assaporato durante le mie visite. Chiesa di Santa Maria. Questa imponente chiesa gotica è posta nel perimetro della grande Piazza del Mercato (Rynek Glowny): la sua facciata è dominata da 2 torri di altezza diversa e, infatti, quella più alta veniva utilizzata come torre di avvistamento. Si racconta che ai tempi delle invasioni dei tartari, grazie all’allarme suonato da una sentinella, la città riuscì a difendersi da un assalto: per questo motivo, ancora oggi, un trombettista riproduce allo scoccare di ogni ora l’Hejnał Mariacki (chiamata a raccolta), ovvero uno squillo di tromba ripetuto 4 volte. La Chiesa ha 2 ingressi, uno gratuito e uno a pagamento che consente di vedere da vicino il “Grandissimo Altare”, un’opera meravigliosa che raffigura scene liturgiche e che venne commissionata proprio dalla generosità dei cittadini di Cracovia (l’ingresso costa 10 Zloty, circa €2,50). Fondaco dei Tessuti (Sukiennice). Così come in passato anche oggi questo edificio, che si trova proprio nella Piazza del Mercato, ospita i commercianti con i loro prodotti di artigianato locale come ambra e merletti. Il piano superiore ospita la Galleria di Pittura polacca del XIX secolo mentre nel piano sotterraneo ha sede un museo interattivo in cui troviamo riproduzioni dei banchi dei mercati medievali, con il supporto di ologrammi, video e riproduzioni sonore. Di sicuro è un’esperienza assolutamente divertente e formativa! Collina del Wawel. Su questa collina sorge un luogo incantato che sembra uscito direttamente da una fiaba: il Castello in stile gotico è meraviglioso e custodisce da pochi anni il capolavoro di Leonardo da Vinci “Dama con L’Ermellino”, oltre ad ospitare gli appartamenti reali. Sulla collina vi è anche l’antica Cattedrale del Wawel, visitabile gratuitamente ad eccezione della campana di Sigismondo, delle tombe reali e del suo museo. La campana di Sigismondo è famosa per la sua grandezza che richiede la forza di 8 persone per poterla suonare. Singolare è poi la presenza del Drago del Wawel, che sputa fuoco dall’ingresso della sua caverna posta ai piedi del Castello. In inverno la collina è da non perdere anche per le viste meravigliose che offre: da un lato la Vistola ghiacciata popolata da candidi cigni e, dall’altro, la città con i tetti innevati.

Drago- Collina Wawel
Drago- Collina Wawel

Miniere di sale di Wieliczka. Situate a 10 km di distanza dal centro di Cracovia, credo che potrei stare ore qui a parlarne: queste antiche miniere sono letteralmente incredibili e, grazie a scavi originali , illustrano tutte le tappe dello sviluppo della tecnologia dell’estrazione del salgemma. La miniera svolge la propria attività da 700 anni: si estende per 300 km raggiungendo una profondità di 327 metri ma non fatevi spaventare perché il percorso destinato ai turisti equivale a solo l’1% della sua dimensione totale. Nelle miniere si può entrare solo accompagnati da guide esperte che vi racconteranno ogni singola opera presente all’interno, dalle statue ai lampadari (tutti rigorosamente realizzati con il sale). Ciò che però non dimenticherò mai è l’incantevole Cattedrale con i suoi bassorilievi biblici ed è soprattutto per questo motivo che vi consiglio di pagare un piccolo supplemento che vi consentirà di scattare fotografie.

Miniera di sale di Wieliczka
Miniera di sale di Wieliczka

Campo di Concentramento di Auschwitz. Credo che di questo “non luogo” ci sia poco da dire. Deve essere visitato e basta. Vi si respirano rabbia, orrore e tristezza. Realizzato nel 1940, lo scopo del campo era quello di sterminare i polacchi ma, successivamente, i nazisti iniziarono a deportarvi gente da tutta Europa, prevalentemente ebrei. Il resto è storia e non la capirete mai a fondo finché non verrete qui. Una guida esperta vi mostrerà i campi di Auschwitz e Birkenau illustrandovi, attraverso archivi storici, reperti dei detenuti e i tristemente famosi blocchi, la storia che qui si consumò tragicamente durante la Seconda Guerra Mondiale. Fabbrica di Schindler. Questo luogo vi farà salire più di un nodo in gola, quasi quanto i campi di concentramento. Oscar Schindler rappresenta, insieme al farmacista polacco Tadeusz Pankiewicz, l’eroe di una terra brutalizzata dal nazifascismo e ad entrambi va riconosciuto il merito di aver salvato (a discapito delle proprie vite) migliaia di persone tra ebrei e polacchi. Oggi l’antica fabbrica di Schindler è stata convertita in un museo molto toccante che racconta la storia della città dal 1939 al 1945. Fotografie, documenti storici, elementi urbani, indumenti, effetti personali, oggetti recuperati dall’ex fabbrica. Davvero un’esperienza da non perdere. Piazza degli Eroi (Plac Bohaterów Getta). In questa piazza commemorativa avveniva la selezione degli ebrei. Questo luogo è un monumento a cielo aperto formato da 70 sedie che hanno un significato simbolico: rappresentano infatti gli oggetti e i mobili che i deportati erano costretti a lasciare una volta catturati. Gli architetti polacchi che realizzarono il monumento non posizionarono le sedie a caso: una di esse, ad esempio, indica una strada in cui i tedeschi selezionavano i bambini, altre due sono poste in direzione dei campi di concentramento di Auschwitz e di Plazow, un’altra invece indica la strada per la fabbrica di Schindler.

Piazza degli Eroi
Piazza degli Eroi

Kazimierz. Voglio infine parlarvi di questo quartiere storico della città che è stato il fulcro della comunità ebraica; venne fondato da Re Casimiro il Grande il cui desiderio era quello di creare una sorta di città indipendente che potesse concorrere con Cracovia. Il cuore del quartiere è costituito da via Szeroka e  l’edificio più interessante è senza dubbio la Vecchia Sinagoga, la più datata di Cracovia. Attualmente il Kazimierz è uno dei quartieri più conosciuti e frequentati per via delle numerose caffetterie, ristoranti e gallerie d’arte. Cracovia è una città indescrivibile. Ho letteralmente amato l’estrema gentilezza dei polacchi e la loro estrema cortesia. E’ una città economica e che ha tanto, tantissimo da dare. Anche dal punto di vista gastronomico (dovete assolutamente mangiare i pierogi!). Poi penso però che potrei stare qui ore  e ore a parlarvene ma, alla fine, ogni parola non sarà mai abbastanza. Cracovia è una città che va vissuta, assaporata, respirata. Un viaggio a Cracovia è emozionante e allo stesso tempo triste e malinconico.  E’ uno di quei viaggi che, almeno una volta nella vita, dovrete assolutamente fare.