Creta, isola dov'è passata la storia

  La storia non può rimanere confinata nei libri, rischia altrimenti di essere come una foglia che si secca fino a sgretolarsi, fino a diventare polvere nella memoria. La Storia è fatta di tante storie, narrate di persona, sbirciate con gli occhi camminando, annusate nei vecchi porti o toccate sfiorando antiche pietre, va vissuta. Creta, culla della civiltà europea, non è solo la terra della cultura minoica, dei labirinti, dei tori o di mercanti veneziani, ma un’esperienza sensoriale che affascina. Prima di partire per questa isola del Mediterraneo avevo pochi echi della scuola nella testa. Quando sono arrivato, oltre il blu del mare e i dettagli della costa che mi rapivano, ho cominciato ad intuire l’antichità di questa terra, in cui si sono succedute numerose civiltà, sicuramente anch’esse affascinate dalla sua bellezza. Un buon punto di partenza per cogliere questo spirito è stato la città di Chania, l’antica Chidonia, insediamento minoico, poi romano, arabo, veneziano e turco. Di qua sono quindi passate le civiltà che hanno fatto la storia del Mediterraneo, di cui si vedono ancora le tracce, come nelle antiche mura della cittadella, che conservano massi utilizzati dagli antichi Minoici o in uno scavo aperto dove si scorgono sovrapposizioni minoiche e romane. Dopo il dedalo di vicoli in cui svettano minareti, memorie tangibili della colonizzazione turca dell’isola (1669-1897), tra chiese cattoliche e resti di palazzi costruiti dai Veneziani dopo il loro arrivo nel 1204, si arriva al vecchio porto, un anfiteatro blu con il faro, l’arsenale e i palazzi in stile veneziano. Moschea dei Giannizzeri, vecchio porto di Chania   Camminando tra i bar che si affacciano su queste acque turchesi compare l’ennesimo segno di come tutto qui sia un accavallarsi di stili, storie e credenze, ecco la Moschea dei Giannizzeri, perfettamente inserita tra i ricordi di Venezia. Interno della grotta Dikteon 1 Le città sono il punto dove le storie convergono più facilmente ma qui a Creta ti basta uscire dalla città e capitare in un qualsiasi paesino per trovare resti di una storia lunga 8000 anni, dal Neolitico al ‘900, passando per i palazzi dei Minoici, le invasioni dei Micenei e dei Dori dalla Grecia continentale, i Romani e poi i Bizantini, le scorrerie degli Arabi, la conquista veneziana e infine quella turca. Così arrivando per caso nel piccolo paesino di Abdou, tra anziani che oziavano sotto un vecchio platano e porte decorate di insegne e colori, ecco spuntare una piccola chiesa bizantina del XIV secolo. E poco più in là, svoltando qualche tornante, ecco una piana coltivata, dove sale una stradina che conduce alla Caverna di Dikteon, dove il mito vuole che sia nato Zeus. Il padre degli dei greci lo troverò ancora strada facendo, in un mito che parla, guarda caso, della fondazione dell’Europa. Zeus, il più donnaiolo del pantheon ellenico, si era invaghito di una principessa fenicia di nome Europa, per avvicinarla si tramutò in un toro bianco e poi in aquila, portandola via con sè fino ad arrivare sull'isola di Creta. Qui ebbero 4 figli tra cui il celebre Minosse, capostipite della civiltà che fece fiorire questa terra. E proprio nel più celebre dei siti archeologici, Cnosso, si sentono ancora gli echi questo mito. In fondo, i miti non sono che tracce di antiche verità, archetipi di desideri e passioni di cui è fatta l'umanità. Il palazzo di questo paese vicino ad Heraklion, moderno capoluogo di Creta, è la storia dei libri che diventa di colpo concreta. Temevo di rimanere deluso dalla realtà, invece scorrendo tra le antiche colonne e le stanze, osservando copie di affreschi o di enormi anfore usate per l'olio, il fascino che ho sempre avuto per questa civiltà si è solo accresciuto. Il restauro di Arthur Evans, molto criticato, aiuta a restituire un senso che altrimenti forse, rischierebbe di svanire in un cumulo di pietre difficile da districare. I colori, le dimensioni e le forme di quel passato lontanissimo mi invitano a sognare una civiltà ancora misteriosa, che lascia molto spazio all'immaginazione e alla fantasia. Scorcio dei restauri di Evans, Cnosso1   Creta rimane sospesa, un invito a ritornare per sentire ancora altre storie, all'ombra di antichi platani o tra i vicoli dei porti, per poi perdersi nel blu del suo mare, da dove sono arrivati gli dei e i popoli che l'hanno plasmata.   Scritto da Luca Vivan, inviato di ViaggioVero