Due o tre cose che ho imparato sulle isole Gili

Alcuni consigli della nostra blogger Cabiria sulle isole Gili, una meta sempre più ricercata dai turisti di tutto il mondo. Le Gili sono un gruppo di tre isole, Trawangan, Meno, Air, che se ne stanno a sud di Bali, in quel tratto di Oceano Indiano conosciuto come canale di Lombok, e che nell'ultimo periodo sono diventate piuttosto famose: chi va in Indonesia difficilmente non pianifica una tappa di qualche giorno da queste parti. L’ho fatto pure io, e due o tre cose me le sono segnate, si sa mai che tornino ancora utili. La prima è quella che mi sta più a cuore: si scrive Gili, ma si legge Ghili. Nella nostra parte di mondo non sono ancora incappata nella pronuncia corretta, ma l’indonesiano ha solo due regole di fonetica e si fa più fatica ad ignorarle che a tenerle presenti, quindi perché fare sforzi inutili. Ma questo era giusto per il folklore. Un’altra cosa che ho imparato è che quando ti danno un suggerimento sarebbe meglio ascoltarlo: nei mesi di luglio e agosto, il canale di Lombok è piuttosto agitato nel pomeriggio, quell'agitato che si sale su un traghetto e sembra di stare a bordo di un offshore, giusto per dare un’idea.

Una spiaggia delle Gili
Una spiaggia delle Isole Gili

I collegamenti per l'isola

Vi chiederete che c’entra e ve lo dico subito: i collegamenti giornalieri tra Bali e le Gili sono due (sto parlando delle speedy boat, un’ora e un quarto di navigazione), uno la mattina e uno il pomeriggio, e a me avevano consigliato il mattutino, sia per l’andata che per il ritorno. All'andata sono stata diligente e ho ascoltato, ma al ritorno ho fatto di testa mia, abbagliata dall'idea di una mezza giornata in più in spiaggia: non l’avessi mai fatto! Credo di aver lasciato tra le onde del rientro almeno dieci anni di vita. Ma non voglio far terrorismo, prendetela solo come una cronaca becera, che magari a voi il mare forza otto non dà troppa noia e quindi chi se ne frega, godetevi il sole. Ma eravamo rimasti alle due partenze giornaliere da Bali: dal porto di Padang Bai, comodo per chi arriva dalla zona est dell’isola, e dal porto di Sanur, comodo per chi sta a ovest; l’arrivo è in ogni caso su Gili Trawangan, la più grande delle tre. La terza cosa che ho imparato è che le Gili sono collegate tra di loro attraverso un servizio pubblico di trasporto, con imbarcazioni che partono la mattina verso le 9 da Trawangan e rientrano nel tardo pomeriggio, verso le 16.00. Sconsiglio quindi di rivolgersi per questo genere di trasferimenti alle varie compagnie private, decisamente più care, anche se è loro prerogativa provarci fino alla fine, e in ogni modo: a me avevano addirittura detto che il servizio pubblico era sospeso in quella stagione, e che non avevo troppe alternative. Probabilmente non dovevo nemmeno avere una faccia troppo sveglia, visto che se la sono inventata così grossa. Ma se proprio non volete rimanere legati agli orari del trasporto pubblico, che può scocciare in qualunque parte del mondo ci si trovi, chiedete un passaggio ad un pescatore, e questa è un’altra cosa che ho imparato: sono tutti gentilissimi, e vi regaleranno una traversata di quelle da ricordare, anche senza mare a forza otto.

Isole Gili: quale scegliere?

L’arcipelago è piccolo, ma ha carattere, quindi è facile farsi mettere in difficoltà. Posto che da queste parti comunque vada sarà un successo, bisogna dire che ogni isola ha la sua bella personalità che la contraddistingue, e che la rende unica. Trawangan, Meno, Air: sono lì ad una manciata di miglia marine l’una dall'altra, eppure sembrano quasi starsene per conto loro, nonostante il nome di famiglia a tenerle insieme. La più grande e chiassosa è Trawangan (Gili T per gli amici), nonché il punto di attracco dei traghetti in arrivo da Bali. La chiamano anche party island, perché è piena di locali e di strutture dove c’è movimento praticamente 24 ore su 24, ed è il posto ideale per chi si vuole divertire o per chi magari viaggia da solo senza per questo volersi dare per forza all'eremitaggio.

Gili T
Gili T

Gili Air è la più vicina a Lombok, meno di mezz'ora di mare, ed è decisamente più tranquilla della sorella maggiore. Con i suoi splendidi fondali è consigliata agli amanti del diving e a tutti coloro che cercano un po’ di relax, ma senza esagerare, senza sconfinamenti nel selvaggio estremo alla Robinson Crusoe. Se invece il vostro intento è proprio quello di emulare l’eroe di Defoe, allora l’isola che fa per voi è Gili Meno, che per quello che vale è la mia preferita: con le sue spiagge deserte e bianchissime si lascia scoprire in poco più di un’ora a piedi, nella pace più assoluta, che a tratti pare quasi di stare su un’isola deserta. Io ci ho messo quasi due ore a fare tutto il giro, ma è perché mi fermo a fotografare anche i sassi, quindi non calcolatemi troppo. Non che le altre due scherzino, ma Meno ha qualcosa di speciale! Se dovessi tornare, mi fermerei lì, garantito.

Come muoversi sull'isola

Parlavo di girare a piedi: alle Gili non esistono mezzi di locomozione che abbiano un motore, ci si sposta a bordo delle proprie ciabatte, in bicicletta, o con il cidomo, un carretto trainato da cavalli che scorrazza turisti e bagagli verso le loro abitazioni di qualche giorno.

Alle Gili ci si sposta con il Cidomo
Alle Gili ci si sposta con il Cidomo

Fa strano per chi come noi è abituato alla frenesia del mondo occidentale, con i suoi rumori metallici e quei rombi tante volte fastidiosi, ma che a modo loro riempiono le giornate. Garantisco però che ci si abitua in fretta, soprattutto a Gili T, ma forse perché lì non c’è troppo da abituarsi: non è poi così distante dal nostro Occidente, a dire il vero. Per tutti quelli che invece scelgono la compagnia delle sorelle minori… beh, ci si abitua comunque velocemente, perché quando l’unico rumore che si sente è quello delle onde, difficilmente si riesce a pensare ad altro, soprattutto alle vecchie abitudini.