L'entroterra di Fuerteventura: il volto inedito dell'isola

Non solo spiagge da sogno. Il cuore dell'isola nasconde altopiani brulli e oasi naturali che rivelano panorami suggestivi e inediti. Li scopriamo insieme nel racconto di Silvia Romio.


Se è vero che Fuerteventura è famosa per le sue splendide spiagge, l’isola vanta anche un entroterra meraviglioso tutto da scoprire. Altopiani brulli si alternano a dolci colline color cannella e oasi verdi, punteggiate dai tipici villaggi di casette bianche. Si potrebbe definirla l’isola dei colori, tanto ricca è la tavolozza di tinte dei suoi paesaggi. E’ proprio questa Fuerteventura, meno nota ma ugualmente affascinante, che vi vogliamo raccontare. Seguiteci nel variopinto mondo dell’entroterra di Fuerteventura con queste fotografie che abbiamo scelto per voi. 


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La Oliva

Verso la Oliva

Il panorama intorno a La Oliva
Il panorama intorno a La Oliva

Fuerteventura ha una forma stretta e allungata, caratteristica che permette di raggiungere i villaggi interni con un breve viaggio in macchina dalle località costiere più famose. Il comune di La Oliva, nel nord dell’isola, è uno dei territori di maggior fascino. Dista meno di mezz’ora di strada dalla capitale Puerto del Rosario. La statale FV-10, che collega Puerto del Rosario a La Oliva, si snoda verso l’entroterra attraverso il tipico territorio di Fuerteventura. Terra color ocra e coni vulcanici si stagliano in lontananza in un paesaggio spoglio ma al contempo suggestivo, che cambia sfumature a seconda dell’ora del giorno.

La Chiesa di Nostra Signora La Candelaria

La chiesa di La Oliva
La chiesa di La Oliva

L’architettura do La Oliva è quella tipica coloniale, con costruzioni di pietre nere e muri imbiancati a calce. La piazza centrale, cuore della vita cittadina, è dominata dalla Chiesa di Nostra Signora La Candelaria. All’esterno spicca il campanile a pianta quadrata costruito con pietre laviche nere, che le conferiscono un aspetto austero. L’interno è in stile muedèjar, con elementi arabi e cristiani, e presenta un altare barocco con dipinti del 1700 di  Juan de Miranda.

La casa de Los Coroneros

La Casa de los Coroneros
La Casa de los Coroneros

A poca distanza dalla chiesa, seguendo l’arteria principale che taglia il centro, si giunge alla Casa de los Coroneles (Casa dei Colonnelli), oggi adibita a Municipio e sede museale. La Casa è l’edificio di architettura locale più di rilievo di tutta Fuerteventura nonché uno dei più interessanti delle Canarie. La Oliva nel corso della storia fu centro amministrativo, poi militare ed economico dell’isola e la Casa dei Colonnelli testimonia questo passato. Costruita nel XIV secolo, fu residenza ufficiale del colonialato, il potere che esercitò il dominio militare sull’isola dai primi del ‘400. L’aspetto sobrio e tozzo non lascia dubbi sull’origine militare dell'edificio. Anche qui, a colpire è il paesaggio intorno, con la terra di mille sfumature di rosso e il contorno nitido delle montagne coniche che si stagliano sulle aride pianure.

Tindaya, la montagna sacra di Fuerteventura

Tindaya, la montagna sacra
Tindaya, la montagna sacra

A poca distanza dal villaggio di La Oliva si trova la montagna di Tindaya. Gli antichi aborigeni la consideravano sacra e le attribuivano poteri magici, esattamente come Ayers Rock in Australia. Questa rilievo solitario di 400 metri si staglia sul paesaggio arido e piatto di Fuerteventura. Tindaya è considerata il monumento naturale più emblematico dell’isola. La montagna custodisce un tesoro archeologico costituito da otre 300 incisioni rupestri, opera degli aborigeni. Oltre che da ammirare, Tindaya è una montagna da percorrere seguendo i sentieri che ne risalgono il versante sud-occidentale. Arrivati in cima, si può godere di una splendida vista a 360° che corre per chilometri, tra colori e silenzio.

Bentacuria, l'antica capitale di Fuerteventura

Il villaggio di Bentacuria
Il villaggio di Bentacuria

Questo piccolo e delizioso paese dell’entroterra di Fuerteventura offre tutto quanto si possa chiedere a un villaggio isolano: natura rigogliosa, un centro storico accogliente e ben conservato e tanta quiete. Bentacuria deve il nome all’esploratore Jean de Betherncourt che la fondò nel 1404. Si tratta del primo nucleo cittadino dell’isola, qui infatti vennero costruiti i primi edifici religiosi e amministrativi. La cittadina fu capitale di Fuerteventura fino al 1834, quando il titolo passò a Pietro del Rosario. Oggi Bentacuria ha saputo fare tesoro di questo prezioso passato trasformandosi in una delle mete più frequentate dai turisti, che vengono qui a trascorrere una giornata diversa lontani dalle spiagge. Venitevi di prima mattina, prima che arrivino i pullman delle grandi comitive, per apprezzare l’atmosfera quieta del villaggio.

I miradores nel comune di Bentacuria

Mirador de Ayose y Guize

La zona intorno a Bentacuria comprende splendidi paesaggi e panorami che si estendono a perdita d’occhio. Lungo la carretera FV-30 che conduce al villaggio si incontra questo famoso punto panoramico. In realtà i miradores sono due, da entrambi i lati della strada, che si aprono sulle valli sottostanti. Le immense statue di oltre 4 metri che dominano uno dei piazzali raffigurano due dei sovrani pre-ispanici dell’isola, Ayose e Guize.

Mirador de Morro Velosa

Il panorama dal Mirador de Morro Velosa
Il panorama dal Mirador de Morro Velosa

Poco più avanti, seguendo una stradina che sale lungo il versante di una montagna, si raggiungere il Mirador de Morro Velosa. La terrazza panoramica offre una vista meravigliosa sul paesaggio lunare dell’isola. Il bar ha una grande finestra a strapiombo sulla valle e un interessante centro espositivo dedicato all’ambiente e al paesaggio.

I mulini a vento

I mulini a vento di Fuerteventura
I mulini a vento di Fuerteventura

Oltre che l’isola dei colori, Fuerteventura è considerata l’isola del vento. Le sue coste sono infatti costantemente sferzate dagli alisei, che soffiano fino all'interno. L’isola conserva gli antichi mulini usati per macinare il grano, che ancora oggi punteggiano le pianure solitarie. Ne esistono di due tipologie: il "molino"e la “molina”. Il primo deriva dai mulini della Castiglia e ha la classica forma conica e i muri bianchi. Fu il primo ad essere importato dalla Spagna sul finire del Settecento. La “molina” risale al secolo successivo e ha forma rettangolare.


On the road indimenticabili

On the road a Fuerteventura
On the road a Fuerteventura
Le lunghe strade deserte che solcano l’entroterra di Fuerteventura sono un irresistibile invito al viaggio. Questi nastri d’asfalto si dipanano tra pianure infinite e catene montuose dalle  mille sfumature d'ocra, regalando un senso di pace e totale libertà. Il nostro consiglio è quello di abbandonare per qualche ora le spiagge dell'isola e immergersi nel suo straordinario entroterra, scoprendone gli angoli più suggestivi.