Fermarsi in viaggio, ovvero: l’importanza di prendersi il proprio tempo

Non so se capita anche a voi, ma personalmente, quando sono in viaggio, mi faccio sempre prendere dalla foga di voler vedere tutto, e tante volte vado di fretta, troppo, così non mi godo il paesaggio come dovrei. Ci sono però stati dei momenti in cui, per le ragioni più diverse, mi sono fermata davvero: qui ve ne racconto alcuni. La cosa strana, ma lo noto solo ora, è che hanno tutti a che fare con l’acqua, io che dell’acqua non sono una gran fan: probabilmente vorrà dire qualcosa. Beh, a dirla tutta, uno in realtà ha che fare con un diluvio pazzesco: dite che vale lo stesso?

Sihanoukville, Otres Beach (Cambogia)

Otres Beach, Sihanoukville, Cambogia

La Cambogia è un groviglio di emozioni che si appiccicano addosso e non se ne vanno via, e chi ci è passato lo sa bene; ho concluso il mio viaggio laggiù fermandomi un paio di giorni sulla costa, a Sihanoukville. Sihanoukville probabilmente è la località più sfruttata, ma io scelto di stare a Otres Beach, la spiaggia più isolata, abbastanza lontana dal centro abitato per non rimanere impigliati nella sua frenesia: è stato lì che ho iniziato a metabolizzare davvero quello che avevo vissuto fino a quel momento.

Complesso del Wat Saket, Bangkok (Thailandia)

Wat Saket, Bangkok

Bangkok è una delle città più deliranti al mondo, lo sanno tutti, eppure sa anche nascondere degli angolini di pace assoluta: uno di questi l'ho trovato nel complesso del Wat Saket, o Golden Mount. Non sto parlando del tempio che c'è in cima alla montagna, lì ci vanno tutti e non è proprio il posto più tranquillo del mondo, ma piuttosto dei templi che si trovano alla base del monte: la prima volta che ci sono andata c'era un diluvio pazzesco, tanto che nel cortile esterno si era formato un lago: mi sono tolta le scarpe, e sono entrata. C'era una cerimonia in corso, e i rumori della pioggia e della città sono rimasti chiusi fuori dal portone, io invece sono rimasta dentro insieme a pochissimi altri curiosi, a godermi lo spettacolo, senza quasi rendermi conto che al di là del muro c'era una città che correva ad una velocità completamente diversa.

White Sand Beach, Bali (Indonesia)

White Sand Beach, Bali

Bali è la mia isola preferita, l’ho ripetuto allo sfinimento, e di angoli che mi legano a un qualche ricordo caro ce ne sono tantissimi; la White Sand Beach merita una menzione speciale perché è stato proprio lì che ho capito che per godermi a pieno l’isola avrei dovuto rallentare, ed adeguarmi al suo ritmo. Dopo quella giornata, ho rivisto tutto il mio itinerario e ho tolto diverse tappe, per sostituirle con tante belle esperienze che mi porto appresso tuttora.

Lago di Pushkar, Rajasthan (India)

Pushkar, Rajasthan

Pushkar è stata una delle delusioni maggiori del mio viaggio nel Rajasthan: sono partita con così tante aspettative su questa cittadina attorno alla quale è stato costruito un vero e proprio mito, che quando mi sono scontrata con la realtà e l'ho trovata diversa, un po' male ci sono rimasta. L’ho trovata costruita, artificiale, non ho sentito quell'atmosfera di cui avevo tanto letto, e anche un po' sognato, ma questa è una colpa mia, che ho idealizzato troppo quello che in realtà si trova molto difficilmente. Eppure a Pushkar, sulla riva del lago, sono uscite le mie prime riflessioni su uno dei viaggi più difficili affrontati finora: ho iniziato ad aprirmi un po’ all’India, ad arrendermi ad essa senza per forza volerla capire, ad apprezzarla.

Las Cabanas, Palawan (Filippine)

Las Cabanas, Filippine

Las Cabanas come tutte le tappe migliori è arrivata un po’ per caso: è una delle spiagge che si trova vicino alla mitica località di El Nido, nelle Filippine, dove avrei dovuto fare tutt’altro se un tifone non si fosse messo di mezzo. L’impossibilità di andar per mare a scoprire uno di quelli che a ragione è classificato tra gli arcipelaghi più spettacolari al mondo, mi ha fatto trascorrere una giornata intera su questa spiaggia, in compagnia di tanti turisti filippini e di una buona birra: uno dei modi migliori per iniziare l'anno (eh sì, era il primo di Gennaio)!