.four. To the beach #srilanka5steps

 

.four. to the beach

Se cercate un posto per stare sdraiati al mare in panciolle tutto il giorno a sollazzarvi con un cocktail o se siete come i tipi panzoni con i sandali e i calzini bianchi che indossano camicie a maniche corte a motivo hawaiano e che la sera vanno in giro con la scottatura del giorno appena passato, lasciate stare lo Sri Lanka, avete sbagliato destinazione. Le spiagge sono belle, molto belle, anche se a pochi chilometri ci sono le Maldive, che sono tutta un’altra storia. Lo Sri Lanka non è famoso per essere un posto di mare: sono carine, tropicali e con le palme, ma se di questo posto ci si ferma alle spiagge, si corre il rischio di rimanere delusi. Qui bisogna cercare di capire come lo spirito del posto è profondamente radicato col mare: non è un mare da vacanza, è un’altra cosa, molto più profonda. Ed è per questo che sono subito entrato in sintonia con lo Sri Lanka.

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Per far capire quello che penso, farò un breve discorso. Sri Lanka e Thailandia condividono il tragico destino che si è presentato con il nome tsunami. Anche se in misura molto minore, anche lo Sri Lanka è stato colpito dal disastro, e il momento è ancora vivido nel cuore della gente. La differenza tra i due posti è questa: In Thailandia milioni di turisti ogni anno affollano le spiagge di Phuket e i locali sono cresciuti con questa massa informe rappresentata dai panzoni in infradito che vanno e vengono senza lasciare traccia umana, se non rifiuti, cemento e un occidente spicciolo. E raccontata una volta, due volte, tre volte, la gente del posto non ha più voglia di stare a parlare della propria storia, dei fatti propri e della propria cultura. Per questo non mi piacciono i posti turistici; nessuno ti da confidenza, sei uno tra i tanti, in una massa informe. Così in Thailandia non ho mai trovato nessuno che mi parlasse dei giorni dello tsunami, sono un turista.

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In Sri Lanka un pomeriggio ero alla ricerca del tramonto perfetto, così mi sono infilato in una spiaggia di pescatori lontana da tutto il resto. Il tramonto era carino, ma niente di eccezionale. Così mi avvicino ai pescatori e un tizio sui cinquant'anni, in un inglese accademico è felicissimo di chiacchierare con me. Mi racconta del giorno dello Tsunami e di come quasi tutte le case dietro di noi sono state spazzate via, delle barche in mezzo alla strada e di come si è salvato arrampicandosi su quella palma. Mi parlava e mi parlava, era felice di condividere. Non è un caso, non era il tizio ad essere chiacchierone, nell'aria questa voglia di stare insieme e imparare si respira.

Mi racconta del giorno dello Tsunami e di come quasi tutte le case dietro di noi sono state spazzate via, delle barche in mezzo alla strada e di come si è salvato arrampicandosi su quella palma

E così lungo la costa è tutto da scoprire: mi sono infilato un sacco di volte a casa della gente e di pescatori e tutti mi accoglievano a braccia aperte, ho visitato dei veri templi che affacciavano sul mare, ho visto alcuni dei tramonti più belli di tutta l’Asia e accanto a me non c’erano i bar con le sdraio con la musica a palla. In Sri Lanka c’è il mare, ma è un altro mare, ed è fantastico. Per carità: i posti turistici ci sono, ma non sono onnipresenti come a Zanzibar o Phuket, ancora si può respirare. I posti più turistici dove ho messo piede sono stati Galle, una città coloniale dallo stile liberty molto carina, vale la pena passare qualche ora, soprattutto per passeggiare durante il tramonto sulle mura; e la costa a nord di Trincomalee, carina, dove ho fatto un'immersione, ma niente di speciale.

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Altre cose che mi sono piaciute lungo la costa:

  • a Hikkaduwa la spiaggia è bella, e forse è presente l’unico vero ostello dell’isola, dove puoi incontrare altri ragazzi che viaggiano con lo zaino e condividere parte del viaggio.
  • Per caso subito dopo Tangalle, una delle poche località turistiche con resort, c’è un posto in aperta campagna con una spiaggia di pescatori deliziosa e incontaminata. Superata la città, e l’istmo, dalla strada statale imboccate una strada sterrata che porta lungo la costa.
  • Questa cosa la riprenderò nel prossimo episodio: lo Sri Lanka è un posto da visitare ora, prima che diventi troppo turistico, ora che la gente ha ancora voglia di parlare, che i prezzi sono bassi e che le spiagge non sono piene di lidi. In ogni caso, rispettate quel posto e la gente, perché lo meritano.