Golosa Giordania

Per un’appassionata di viaggi e di nuovi sapori come me il tour in Giordania è stato un vero regalo. Ogni paese che visito ha per me sempre qualcosa di nuovo da scoprire in termini di sapori, odori, gusti e profumi e anche in questo caso non sono stata delusa. La Giordania mi ha regalato fortissime emozioni, un bel gruppo di amici e anche qualche ricetta che porto a casa e che proverò a cucinare. Il cibo giordano è molto legato alla tradizione araba e mussulmana. Pur essendo un paese molto aperto e che vive la religione in un modo non estremista, non aspettatevi di trovare carne di maiale o alcolici in ogni dove. Le tradizioni vengono rispettate, ed è giusto quindi che anche i turisti mangino quello che la cucina offre, senza per forza sentire la mancanza di quello a cui siamo abituati ogni giorno. Mi ha però sorpreso come, pur non avendo alcuni prodotti che a noi sembrano di uso più che comune (mi viene da pensare al normale prosciutto), ci siano dei più che validi sostituti che ne prendono degnamente il posto come ad esempio la mortadella di manzo. Il cibo tipico però è quello dei Mezze, dei piccoli antipasti che sono serviti ogni volta che ti siedi a tavola o che sono sempre presenti nei piatti dei buffet: l’hummus [ceci, aglio e tajine], il mottabal [crema di melanzane affumicate], il bagdonsieh [tajine con prezzemolo] sempre serviti con il Tabun, il Saj o il Tannur, i tipici pani piatti che assomigliano molto alle nostre piadine. E poi insalate come la classica Fattoush a base di cetrioli, peperoni e pomodori che mai manca sulle tavole giordane.

mezze e fattoush
mezze e fattoush

Dopo gli antipasti c’è sempre un piatto principale solitamente a base di riso. Il riso in Giordania è molto utilizzato e viene servito come accompagnamento di carne e pesce. A differenza di altre culture in cui il riso è l’unico accompagnamento, qui si trovano anche il pane [a tutto pasto] e le patate. Attenzione quindi a non eccedere con l’accompagnamento, perché il companatico è il vero e proprio re della tavola. La carne, più che il pesce, qui la fa da padrona. Principalmente usata la carne di montone o di agnello e la carne di pollo. Uno dei piatti tipici che a me più sono piaciuti è stato la Maqluba che tradotto in italiano si chiamerebbe Sottosopra. Per preparare questo piatto si utilizzano le verdure, il riso e la carne di pollo. Nelle due varianti in cui l’abbiamo assaggiato, la grande differenza derivava dal pollo: intero in un caso, a pezzi nell’altro. Tutti gli ingredienti vengono fatti cuocere lentamente in una pentola, senza mescolare e una volta ultimata la cottura, per poter servire in tavola questa prelibatezza, la pentola viene capovolta dentro un grosso piatto da portata (ecco il perché del termine Sottosopra). Grande è l’influenza beduina nella cucina giordana, soprattutto quella del sud, verso il deserto del Wadi Rum. Proprio nel campo tendato dove abbiamo soggiornato la penultima sera del nostro tour, abbiamo assaggiato lo Zarb, un piatto a base di riso, carne (pollo e agnello) e verdure cotto nella brace sotto la terra. Lo Zarb è anche chiamato il barbeque beduino. La carne cotta in questo modo è tenerissima ed è l’unico condimento per riso e verdure. Il riso, qui, viene speziato con pepe e cardamomo che contribuiscono a dare più gusto a tutto il piatto. Tutto molto genuino e naturale, un modo sano per scoprire il vero gusto del cibo... Dando uno sguardo ai dolci posso dire che quelli a base di miele o di sciroppo di zucchero sono quelli più comuni (le baklava che si trovano in buona parte del Medio Oriente), ma uno tra tutti è stato quello che mi ha catturata: l’Umm Ali. Umm in arabo significa “mamma”, quindi la traduzione per questo dolce è semplicemente “Mamma di Alì”. Si narra che la mamma di Ali, infatti, essendo piuttosto povera, non potesse preparare dei dolci sontuosi per i figli e pertanto inventò questo, molto semplice: pane raffermo, zucchero, cannella e latte. Il tutto viene fatto cuocere e servito caldo, quasi come una zuppa. In alcuni ristoranti si prepara con l’aggiunta (più lussuosa) di frutta secca, ma devo dire che anche nella sua versione più semplice è davvero molto buono. Se però non amate la consistenza un po’ “molliccia” non è il piatto che fa per voi. Tra i dolci permettetemi anche di menzionare i datteri, la mia passione da sempre. Anche in Giordania, come in molti paesi del Medio Oriente e del Nord Africa i datteri sono largamente coltivati e consumati. Nel suq di Amman se ne trovano di vari tipi, quelli secchi e conciati, ma anche quelli freschi ancora appesi ai rami. La loro dolcezza e la loro carnosità fa venire l’acquolina in bocca al solo pensiero. Spesso vengono serviti a fine pasto, spolverizzati di cardamomo. Questa spezia è largamente utilizzata in Giordania; il caffè, ad esempio, viene sempre aromatizzato; a meno che non chiediate un espresso!

datteri suq amman
datteri suq amman

A fine pasto, in alternativa al caffè, provate il . Il te alla menta, il te alla salvia oppure anche soltanto il te semplice, molto zuccherato e molto bollente, che vi aiuterà a digerire con gusto a patto che lo beviate a piccoli sorsi e languidamente rilassati su di un divano.

te1000
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