Istanbul: quattro passi in quattro quartieri

Istanbul è una città cresciuta molto in fretta, e che ha visto il passaggio dei popoli più disparati: per come la vedo io, è proprio questo a renderla così affascinante. Spostandosi da un quartiere all’altro sembra quasi di cambiare città, di respirare una cultura completamente diversa: basta attraversare un ponte, oppure oltrepassare uno stretto (che poi a pensarci, oltrepassando quel certo stretto si cambia addirittura continente, e non capita proprio ovunque). Oggi quindi facciamo un giro in quattro quartieri che, ciascuno a proprio modo, mettono in mostra tutte queste sfaccettature! Sultanahmet Sultanahmet è il cuore storico di Istanbul, il nucleo attorno al quale la città si è sviluppata nei secoli. I “soliti noti” stanno tutti qui, ma oggi vi voglio segnalare i tre nomi che si sono guadagnati il podio nella mia personalissima classifica. La Basilica cisterna, secondo me l’edificio più impressionante di tutta Sultanahmet: appena scesi sotto il livello della strada non potrete fare a meno di rimanerne impressionati, con le centinaia di colonne immerse nell’acqua, e il rumore delle gocce che cadono a spezzare il silenzio. In epoca bizantina, era il luogo in cui venivano depositate le acque che servivano alla città intera. La Moschea Blu, sicuramente la moschea più famosa di Istanbul, che con i suoi sei minareti si distingue senza difficoltà anche da lontano; il suo nome non è semplicemente un vezzo, ma è l’anticipazione di ciò che vi aspetterà una volta all’interno,  ovvero centinaia di migliaia di maioliche con il colore del cielo.

Moschea Blu Istanbul
Moschea Blu Istanbul

  Santa Sofia, che nacque come basilica, e che fu trasformata in moschea quando la città venne presa dagli Ottomani nella seconda metà del Quattrocento, che ai giorni nostri invece è un museo: la sua storia diciamo travagliata l’ha resa unica nel suo genere, solo qui è infatti possibile ammirare un mosaico bizantino con un Cristo proprio sopra un minbar, quel pulpito che nelle moschee simboleggia l’ascesa al cielo. Beyoglu e Galata Se da Sultanahmet attraversate il ponte di Galata, vi ritroverete nell’omonimo quartiere, che va poi a sfumarsi in quello attiguo di Beyoglu: di questa zona vi consiglio di non perdervi innanzitutto quello che probabilmente è il ponte più famoso della città, il ponte di Galata, diventato letteralmente un simbolo, con i suoi pescatori sempre in attesa. Merita una visita anche la torre di Galata, dalla quale si può osservare il panorama cittadino dall’alto: tenete però presente che c’è sempre un po’ di coda per salire, quindi magari scegliete un orario “strategico”.

I pescatori del ponte di Galata
I pescatori del ponte di Galata

  E per finire, perdetevi per le vie di Beyoglu, il posto secondo me migliore per trascorrere una serata, andando a cena e facendo tardi in qualche locale: l’atmosfera è sempre frizzante! La sponda asiatica Prendete un traghetto da Eminonu e scendete a Uskudar, poi fate una passeggiata lungo la riva finchè vedrete nello stretto la famosa torre di Leandro: quello secondo me è uno dei punti più belli di tutta la città, perché al costo di un chai vi potrete godere un bellissimo tramonto con i profili degli edifici di Sultanahmet come cornice.

Il tramonto di Salacak, con la torre di Leandro
Il tramonto di Salacak, con la torre di Leandro

  Se invece prendete il traghetto per Kadikoi, sempre da Eminonu, non potete perdervi il mercato: la mattina è bello vedere i negozianti in fermento mentre preparano le bancarelle e i negozi, la sera invece è il posto giusto per attardarsi in qualche localino lungo la strada. I quartieri occidentali Sono quelli che costeggiano il corno d’oro: Fener, Fatih, Balat. Dedicategli un giorno intero passeggiando tra le loro vie, e avrete un assaggio di altre Istanbul ancora, tutte diverse tra loro. Scoprite Fener, il quartiere greco, con il patriarcato ortodosso e i resti di quella che fu la ricchezza di un tempo, poi addentratevi nelle vie di Fatih, il quartiere più conservatore, e stupitevi per l’imponenza della moschea che porta lo stesso nome, secondo me la più bella di tutta la città.

Fener Istanbul
Fener Istanbul

  E infine Balat, il vecchio quartiere ebraico, dove c’è la chiesa di San Salvatore in Chora, con i suoi famosi mosaici: non potranno che affascinarvi.