#ItaliaInApe. Giorno 1 Milano-Cinque Terre

Prima di iniziare il racconto del nostro viaggio credevo doveroso istruirvi, in caso non foste siciliani, sul mondo dell'Ape:

Piccolo dizionario italiano-siciliano: Ape: lapa. Frasario siciliano: Sei una lapa: sei lento, levati da davanti. Riferito a qualsiasi mezzo o persona, non per forza deve essere un'Ape. Es: non riesci a fare questo calcolo?! sei una lapa. Caratteristiche della lapa: Mezzo di trasporto a tre ruote: due nell'asse posteriore, una in quello anteriore. La lapa è un mezzo di trasporto che sta scomodo nella classificazione ordinaria dei veicoli a motore: non è una moto, non è una macchina. La maggior parte delle lape sono di tipo "cassonato" ovvero con una pedana posteriore per il trasporto di materiali, ma c'è anche il modello calessino: quello che in Asia fa da taxi, o qui in Italia nei posti famosi per spennare soldi ai turisti.

Io sono siciliano. Le lape da noi si usano per il trasporto di animali, generi alimentari e strumenti di lavoro, a volte si vede della gente "a cassone" ma secondo la legge e il codice della strada è vietato andare in giro così, ma chi se ne frega. Sono anche usate da quelli che rubano il ferro e il rame per portarli al posto dove lo squagliano.Generalmente le lape non sono pensate per fare lunghi viaggi. Generalmente io non frequento gente generale e dato che quelli di Volagratis e The GIRA si sono messi a fare cose insieme, non poteva che uscirne un'idea che di normale non ha niente.

Volagratis: sono quelli di questo blog e del sito che ti cerca le offerte per i voli; The GIRA: ha inventato un modo che permette di viaggiare in lapa per l'Italia.

Un team  di Volagratis era già partito per un viaggio in lapa: sono andati da Milano a Catania, bella avventura. Non mi hanno voluto con loro perché era un team formato da sole donne. Se non fosse per la paura del parto avrei provato a cambiare sesso, ma per fortuna un paio di mesi dopo toccava a un team maschile e visto che il problema parto non c'è, non potevo fare altro che andare con loro.

I compari di questo viaggio: un duo londinese, si fanno chiamare Hand Lugagge Only. Hanno un blog gigantesco e curano la parte social internazionale di questo viaggio. Sembrano simpatici. Gli farò vedere la mia Italia e loro mi faranno vedere la loro Italia, così viaggiamo due volte, questione di prospettive.

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Giorno 1: Milano- Sarzana

Il viaggio inizia a Milano, ma arriviamo tardissimo all'appuntamento in cui ci devono consegnare la nostra lapa. Non è colpa mia, dovrei sapermi muovere in Italia, ma i treni a volte saltano le fermate. Non è mai colpa mia. Gli altri sei team del "sunny road" sono già partiti da un pezzo e noi saliamo sulla lapa che sono già le undici. Sunny road: è il viaggio a cui stiamo partecipando. Da Milano a Napoli sei team attraverseranno l'Italia, ognuno secondo l'itinerario che preferisce. Non sappiamo quanto lenti andremo e abbiamo avuto la bella idea di fare un giro a Milano. Duomo. Lasciamo Milano che è mezzogiorno passato. Bellezza. Ci aspettano 240 Km a 50 all'ora, tra montagne e statali affollate che ci impegneranno per 8 ore buone.

Guidare la lapa è figo: siamo io e due inglesi nerboruti più tutti i bagagli su un pezzo di metallo senza portiere né fiancate su delle ruote minuscole che non creano nemmeno un rettangolo e quindi sembra di cappottare a ogni curva. Le ruote stridono e si imbarca pericolosamente di lato. I due giovinotti dietro sono sballottolati per bene perché ogni buca è amplificata dalle ruote minuscole e dalle sospensioni farlocche. Che figata allucinante. Chi guida è al riparo dal vento -più o meno, ma chi sta dietro se lo becca tutto. Probabilmente ci prenderemo tutto il vento che c'è tra Milano e Napoli.

            La struttura della lapa non è adatta al viaggio, ma noi non lo sappiamo e prima o poi ci arriveremo a Napoli.

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Facciamo strada. Facciamo tanta strada, e lentamente. E sotto le nostre tre ruote passano Piacenza e Parma, e verso le 6 siamo di fronte a quelle che sembrano delle montagne. Per i Siciliani, qualsiasi cosa sopra i 1000m s.l.m è montagna. Ci arrampichiamo a passo di lumaca fino a scavalcare un passo mentre la guida è passata all'inglese, io dietro, insieme all'altro inglese in pantaloncini e maniche corte che sembra a suo agio, congelo.

Arriviamo nel nostro agriturismo di Sarzana che è già buio, senza la possibilità di vedere le Cinque Terre. Arriviamo tremanti e infreddoliti, così tanto da far pena alla padrona di casa che, anche se normalmente non cucina, ci invita a cena. Una cena privata in famiglia, prevista solo per lei e il marito, ma noi siamo stanchi e affamati e mangiamo quasi tutto. Poi arriva un altro team del Sunny Tour: Lorenzo e Giorgia, che hanno fatto lo stesso nostro percorso con qualche ora in ritardo, e la padrona invita anche loro. Mi sa che i padroni di casa sono rimasti affamati quella sera perché anche i due nuovi ospiti erano infreddoliti e affamati, ma a dispetto del detto "meglio uno sazio che due morti di fame", se ci si mangia in due ci si mangia in cinque, o anche in sette. 

E così il calore umano ci rimette in sesto e andiamo a letto con la voglia ancora più forte di continuare questo viaggio, di conoscere gente speciale come i proprietari dell'Orto Bio di Sarzana e con la promessa di svegliarci presto per vedere le Cinque Terre.

Nel prossimo episodio: ci svegliamo tardissimo e corriamo tutto il giorno.