#ItaliaInApe Giorno 3: Firenze- Roma

Svegliarsi in un quadro non capita tutti i giorni. Ma non c'è tempo per godersi la quiete della campagna toscana e il fresco di questa mattina settembrina, oggi la tappa è impegnativa: la nostra lapa ci dovrà accompagnare fino a Roma. La fretta di partire non ci disturba perché alla nostra velocità tutto è bello: la lapa non ha manco portiere e non c'è niente tra noi e tutto il resto della campagna. Siamo felici. Ed è subito pranzo. Dopo un primo, un secondo e il dolce, i vicoli che si arrampicano per la città di Montepulciano ci sembrano sfide impossibili, ma ne vale la pena. Dico sempre che è possibile capire il mondo grazie agli stereotipi. Cosa pensate se scrivo "Toscana"? Pensate a una cosa del genere, ecco perché ne è valsa la pena salire a pancia piena fino al belvedere.

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Gli inglesi sono letteralmente estasiati. E' tutto magnifico. Bellissimo.

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A viaggiare in Ape c'è sempre una scusa per fermarsi, tanto non vai veloce, non spezzi il ritmo. E così di tanto in tanto ci troviamo senza accorgercene in un campo di girasoli, a imitarli nelle loro pose di fine estate.

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Arriviamo a Orvieto che è già sera, abbiamo perso troppo tempo a bighellonare per la Toscana. Gli inglesi hanno detto che il paesino è bellino, gli crederò anche se non l'ho visto: ero impegnato a fare altro. Viaggiare in Ape è bello, ma non tutti sanno che chi sta dietro si becca tutto il vento del mondo. E' il periodo dell'anno in cui chi sta fermo sta bene in maniche corte, ma chi è in Ape muore di freddo. Vi propongo una teoria sul viaggio in Ape, e la differenza tra l'ape e la moto: Immaginate di essere alle prese con il buttafuori di un locale che ti spinge.

  • Se lo fa in moto continuato, come per accompagnarti, si crea una specie di inerzia: sai che ti spinge e dopo un po' non ci fai più caso, diventa una costante. Ecco, questo è il vento in moto, che non dà fastidio;
  • Al posto di un buttafuori ce ne sono quattro, a turno ti spingono da destra, poi da sinistra, di fronte sul lato destro, poi ancora a sinistra. E tu sei sballottolato senza tregua e non sai mai quale sarà la prossima perturbazione e quanto sarà intensa; questo è il viaggio in Ape, e non ci puoi fare niente perché questi buttafuori sono invisibili e arrivano prepotenti ogni volta che la lapa supera i 40Kmh.

Sapere che sono le 8 di sera e che ancora mancano 3 ore alla meta è un buon motivo per non  visitare il centro di Orvieto e per trovare soluzioni creative a problemi stupidi -che tra l'altro è tra le mie occupazioni preferite. In questo viaggio ho potuto costruire delle portiere d'emergenza fatte di scotch. In un ferramenta, il tizio più antipatico d'Orvieto mi ha venduto una decina di rotoli di nastro adesivo, che ho usato per avvolgere sapientemente l'ape per creare delle portiere: solide, alla moda, appiccicose e trasparenti.

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Se un giorno doveste trovarvi nella situazione di dover viaggiare di sera in Ape e avete il buon senso di migliorare il design dell'Ape con degli strumenti di fortuna, ricordate solo di mettere la parte adesiva verso l'esterno, operazione dal duplice vantaggio: non resterete appiccicati alle vostre portiere, potrete collezionare insetti e moscerini per la cena. Sembriamo degli idioti. Non credo ci sia soluzione al fatto che per abbandonare il veicolo bisogna strisciare sotto la costruzione; in compenso vedere due giganti inglesi che si contorcono per terra come in preda a degli spasmi, insieme alle facce della gente è il premio più grande di questa giornata. E si continua verso Sud, dove l'aria è più calda e dove il mare luccica.