Itinerario alla scoperta del Salento

  Salento per me è sinonimo d’estate. Da sempre trascorro parte delle mie vacanze in questa terra baciata dal sole, lambita dalle acque del mar Adriatico e del mar Ionio e mitigata dal vento. Non per niente il motto del Salento è “lu sole, lu mare e lu ientu”- in dialetto salentino - ovvero il sole, il mare e il vento. Dovrei essere stufa di tornare ogni anno nello stesso posto, eppure il Salento non mi annoia mai. È una terra così grande, così affascinante e ricca di paesaggi mozzafiato che ogni anno è come se fosse la prima volta. Ogni anno mi sembra di rivivere una scoperta pur sentendomi a casa. Cosa amo del Salento? In ordine sparso direi il dialetto salentino - così dolce e così diverso dagli altri dialetti pugliesi, la cucina locale – varia e fatta di ingredienti poveri ma nutrienti, il mare cristallino che non ha proprio nulla da invidiare a quello delle isole caraibiche. Se dovessi consigliare un periodo per visitare il Salento, senza alcun dubbio proporrei il mese di Settembre, quando le spiagge sono meno affollate e si può godere meglio dell’atmosfera e delle tradizioni locali. Ad ogni modo, anche in piena estate non si rimane certo delusi. Tutt’altro! Lecce è un must d’obbligo per coloro che si spingono fino all’estremità del tacco d’Italia. Alcuni dicono addirittura che sia la Firenze del sud. Io non amo troppo i paragoni tra le città e preferisco definirla la culla del barocco, un’elegante signora che con classe sfoggia le sue bellezze impregnate di storia. Mi piace perdermi tra i vicoli fievolmente illuminati del centro storico per poi ritrovarmi inaspettatamente dinanzi ad incantevoli edifici che sembrano voler narrare storie del loro passato. Il mio posto preferito in assoluto è Piazza Duomo, una piazza nascosta che, se viene vista di sera, lascia senza parole. Lecce è anche il luogo perfetto per assaggiare una delle più rinomate e apprezzate prelibatezze della gastronomia salentina: il rustico leccese – un disco croccante di pasta sfoglia ripieno di mozzarella, pomodoro e besciamella. Piazza Del Duomo Lecce   Porto Cesareo è un altro posto del cuore. Le acque sono cristalline, la costa è sabbiosa e quindi permette lunghe passeggiate in riva al mare. A pochi minuti da Porto Cesareo si incontra Punta Prosciutto, una spiaggia - fortunatamente ancora selvaggia - per metà sabbiosa e per metà rocciosa. Molti dicono che le sue acque così limpide e azzurre siano le più belle del Salento e addirittura di tutta la Puglia. Chi adora i posti più incontaminati e non necessita di tutti i comfort delle spiagge attrezzate, non può non far visita a Porto Selvaggio. Qui la costa è circondata dalla natura imponente e rigogliosa, tanto che Porto Selvaggio oggi è una riserva naturale. L’omonima baia è la più conosciuta e affollata, mentre chi desidera maggiore relax può optare per Torre Uluzzo. Noterete che lungo la strada vi sono tantissimi alberi di fico d’India, una peculiarità della zona. Proseguendo verso sud, sempre lungo la costa ionica, si giunge a Gallipoli. La costa è molto bella, ma da un po’ di anni a questa parte questa località è diventata per i miei gusti troppo caotica perché di tendenza tra i giovani per la movida diurna e notturna. Spostandosi verso la costa adriatica, sul versante opposto, si arriva a Grotta della Poesia a Roca Vecchia. Un luogo idilliaco, talmente suggestivo da essere stato inserito tra le dieci piscine naturali più belle al mondo. E aggiungerei che tutta la zona di Roca è un’oasi. Grotta della Poesia   Andando verso sud, sempre lungo la costa adriatica, si incontra Torre Sant’Andrea, una località conosciuta quasi esclusivamente da gente del posto. Quindi potrete immaginare quanto qui la cultura salentina e la costa siano rimaste inalterate e autentiche. Ancora più a sud c’è Otranto che, come Lecce, è un luogo che trasuda storia e ha il sapore dell’arte. Ma ha anche il sapore del mare grazie alle sue numerose e splendide spiagge. Proprio ad Otranto si trova la Cava di Bauxite, un luogo molto particolare per il suo paesaggio marziano e i suoi colori così vibranti. cava di bauxite   Spingendosi ancora più giù si giunge a Santa Cesarea Terme e Castro. Qui, oltre a poter trascorrere indimenticabili giornate al mare, è possibile visitare la Grotta della Zinzulusa a bordo di una barca che traghetta i visitatori alla scoperta di questa meraviglia naturale. Non posso che terminare quest’itinerario con Santa Maria di Leuca, l’estremità non solo del Salento, ma dell’intera Puglia e per questo definita “finibus terrae”. In realtà l’itinerario non sarebbe proprio finito: questa terra ha molto altro da offrire, ad esempio la Grecia salentina con la sua storia millenaria e i suoi percorsi culturali. Lasciatevi travolgere dal ritmo incalzante della pizzica salentina, lasciatevi trasportare dalla semplicità della vita, dall’azzurro del mare e del cielo, dall’oro delle distese di grano. E sono certa che il prossimo anno avrete nuovamente voglia di Salento!