Ma nel Mar Morto si galleggia davvero?

Di ritorno dal blog tour in Giordania, Manuela Vitulli ci racconta la sua esperienza di viaggio. E del suo primo bagno nel Mar Morto.  Sapevo che la Giordania mi sarebbe piaciuta, lo sapevo sin dal primo momento. Ma non immaginavo che mi avrebbe conquistato, non immaginavo che mi avrebbe raschiato l’anima a tal punto da vivere il rientro in una sorta di limbo. L’avevo un po’ sottovalutata e mi ha punito con un elisir d’amore, così adesso voglio provare a trasmettervi le vibranti emozioni che è riuscita a regalarmi. La Giordania è una terra indecorosamente bella, una terra dalla rara bellezza. Quella bellezza fatta di niente, semplice, arida, brulla, essenziale nelle forme e nei colori. Una culla di fascino e storia, crocevia di popoli e culture, uno scrigno di meraviglie (tra cui Petra, una delle sette meraviglie del mondo moderno), una terra in cui natura può far rima persino con avventura. La Giordania è tutto questo. Ed è anche relax. Bisogna raggiungere il Mar Morto, il punto più basso della Terra, per poter sperimentare il benessere giordano, uno degli aspetti di maggior fascino dell’intero viaggio. Ricordo la domanda di mio padre prima della mia partenza: “Ma nel Mar Morto si galleggia davvero?”

mar morto 900
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È bello sapere che adesso posso dare una risposta a questo quesito. Non una risposta rubata da internet, ma una risposta basata sulla mia esperienza personale. Sì, nel Mar Morto si galleggia davvero – caro papà – ed è un’esperienza unica al mondo e a tratti goliardica, da provare almeno una volta nella vita! Mi piacerebbe poter galleggiare con lui nelle acque oleose di questo lago salato, ma mio padre è uno di quei tipi che non si smuove dalla Puglia pensando che i limiti tra un Paese e l’altro siano invalicabili. Ho provato più volte a fargli cambiare punto di vista accorciando le distanze mentali, ma invano. Mi dispiace, dovrà credermi sulla fiducia! Io trovo invece entusiasmante poter abbracciare culture differenti, poter macinare miglia in volo per raggiungere quei luoghi che ho sempre sognato. Ad esempio dieci anni fa, tra i banchi di scuola, sentir parlare del Mar Morto per me era come sentir parlare di qualsiasi altro posto che non avrei mai visto se non sul mappamondo. Non avrei mai pensato che oggi mi sarei immersa proprio in quelle acque salatissime che separano la Giordania da Israele.  E invece eccomi qui, adesso, a parlarvene. L’elevata salinità rende l’acqua densa, talmente densa che i bagnanti galleggiano e risulta quasi impossibile nuotare perché ogni spostamento necessita di uno sforzo immane, dieci volte superiore alla normalità. Ebbene sì, i dietologi dovrebbero prescrivere una nuotata nel Mar Morto! Al di là dell’ironia, questo lago salato rappresenta realmente una destinazione del turismo medico. Infatti, le proprietà disciolte nelle sue acque lo rendono il posto ideale per la cura di alcune patologie della pelle – come la psoriasi – e per la riabilitazione degli arti. Non potrò mai dimenticare le espressioni incredule (e le risate) dei miei compagni di viaggio constatando che nel Mar Morto inevitabilmente si lievita verso l’alto. Ma occorre ricordare che i sali non sono indulgenti con i temerari che si immergono pur avendo ferite – anche piccolissime (per evitare bruciori non bisogna far arrivare l’acqua in prossimità degli occhi e alle donne viene consigliato di radersi almeno un giorno prima).

gruppo giordania volagratis 900
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Dopo un primo bagno si può cospargere il proprio corpo con i fanghi – i celebri fanghi del Mar Morto – e poi, dopo aver atteso pazientemente per qualche minuto affinché il sole li faccia seccare, ci si può nuovamente immergere in acqua. Pare che questa procedura abbia un effetto rigenerante per la pelle. Io mi sono sentita purificata, con la pelle incredibilmente liscia e levigata. Provare per credere. Oltre al benessere fisico, il Mar Morto regala anche benessere mentale. Difatti, dal punto di vista paesaggistico offre uno scenario incantevole che nutre gli occhi e inebria la vista. Quando la giornata sta per volgere al termine e il sole sta per tuffarsi all’orizzonte toccando il confine israeliano, il cielo si tinge di sfumature calde e intense che non necessitano di ulteriore saturazione e mutano rapidamente: dall’arancio al rosso, dal color pesca al rosa. È splendido assistere a questo spettacolo a mollo nelle acque del Mar Morto, ma forse è ancora più piacevole prolungare la goduria in una delle infinity pool del resort Movenpick in cui abbiamo  soggiornato.

movenpick 900
movenpick 900

Scrivere e descrivere quei momenti è un bene prezioso perché mi permette di renderli eterni fissandoli nella mente. Scrivere aiuta me - perché è una palestra per la memoria - e magari aiuta anche voi, che attraverso queste parole potete viaggiare con me. I limiti esistono solo nella nostra mente perché qualsiasi posto prima o poi può essere raggiunto, anche il Mar Morto, il punto più basso della Terra che ogni anno si abbassa ulteriormente a causa dell’intensa evaporazione. Magari un giorno riuscirò a convincere anche mio padre! Chissà. Intanto una cosa è certa: al Mar Morto ho lasciato il cuore.