Mi sono perso a Pechino. Episodio 1. #LaMiaMongolia

 

#LaMiaMongolia

1. Mi sono perso a Pechino

Avevo trovato dei biglietti a/r per Pechino a circa 470€ e volevo fare un giro tranquillo, ma la Mongolia è lì vicino, è tra i posti più affascinanti desolati del pianeta, ci sono le tende dei nomadi, il deserto del Gobi, la Transmongolica e tutto il resto, allora perché non salire su un treno, una jeep e un cavallo e vedere cosa mi succede?

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  Trovare voli economici per l’Asia non è difficile, la vera sfida è arrivare in posti isolati senza spendere una fortuna. Per risparmiare, io compro voli per destinazioni più trafficate non troppo distanti dalla meta per poi raggiungerla con voli interni low-cost. In questo viaggio, per tornare da Ulaanbaatar ho comprato un volo con MIAT, la compagnia di bandiera mongola, per poi salire sul volo a/r Milano-Pechino, risparmiando 300€.

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Pechino mi accoglie con una cortina grigia di smog impenetrabile, credo sia questo l’aspetto della fine del mondo. Non c’è da stupirsi, questa città conta 20 milioni di abitanti: è come se un terzo degli italiani fosse concentrato in un’area minuscola mentre porta i veicoli al massimo dei giri e brucia carbone a palate. Dicono che la maggior parte dell’inquinamento nelle coste occidentali americane sia causato dalla Cina, deve essere vero perché non riesco a vedere i grattacieli di fronte a me.

Comunicare a gesti

Dimenticate ogni cosa che avete imparato fin ora, in Cina è impossibile comunicare, anche per noi italiani che ci facciamo capire ovunque con i nostri gesti. Per noi mangiare è: unire il pollice a tutte le altre dita della mano destra, creare con il polso un angolo più acuto possibile e avvicinare e allontanare ripetutamente quella che ricorda una testa di struzzo alla bocca; Fare l'amore: le dita nel palmo devono stare il più alto possibile. Il movimento è "avanti/dietro", come quando si spingono le confezioni di pasta di troppo nella dispensa; Non m’interessa: le dita della mano destra devono grattare verso l'esterno la parte interna del mento; Macchina: le due mani a pugni chiusi che alternativamente fanno su e giù. Potrebbe anche significare "mungere" a pensarci bene.

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Immaginate di venire da un pianeta verde e di atterrare in un posto qualsiasi in Italia, probabilmente questo posto avrà un nome del tipo Femminamorta o Pisciotta. Capire quello che la simpatica gente cerca di dirvi sarà difficile perché tutti muovono le mani verso la bocca in preda a spasmi e convulsioni. Sembrano degli esseri usciti da un bosco, uno molto fitto, mentre cercano di indicare la pizza o ti offrono della grappa; è proprio così che devono sentirsi i cinesi quando ci vedono. Pensateci, siamo fuori di testa. Credo che il problema siano i cinesi, che hanno difficoltà a capire e a capirsi anche tra di loro e questo non sarebbe un problema se non facessero finta di aver capito incasinando anche la tua vita. In specie i tassisti non capiscono mai le indicazioni o gli indirizzi, non conoscono le strade e pensano ottimisticamente di arrivare in qualche modo in un posto che non hanno capito dove sia, continuando a guidare a caso e a grattarsi la testa. Benvenuto in Cina Gabriele, qui inizia quello che sarà un lungo viaggio. Stanco, sporco e innervosito, mi tuffo nella mia stanza d'albergo economica senza finestre, dove sono arrivato dopo aver avuto seri problemi di comunicazione con la ragazza della reception. Venerdì il prossimo, entusiasmante episodio di #LamiaMongolia.