Perché vedere la Monument Valley

Ti trovi davanti alla Monument Valley e ti sembra di avere in mano una cartolina. Anzi, una foto ben ritoccata con Photoshop perché i colori non possono essere reali. La distesa di terra rosso fuoco – per via dell’alta percentuale di ossido di ferro - a tratti soffice e polverosa come sabbia, si interrompe di colpo ai piedi di altissime ed imponenti formazione rocciose, rosse anch'esse ma che variano sfumatura con calar del sole. Sicuramente, il momento migliore per visitarla è proprio verso il tramonto. Quel giorno siamo stati fortunati, il cielo dell’Arizona era limpido e azzurrissimo, nemmeno una nuvola e il contrasto cromatico era ancor più netto. La Monument Valley fa parte della Navajo Nation Reservation e al suo interno vive ancora una tribù con la quale abbiamo potuto entrare in contatto, ammirando dei bellissimi manufatti: pezzi unici, pirografo su sottili lamine di legno chiaro. I Navajo sono anche i proprietari dell’unico hotel-ristorante presente nel parco e organizzano gite a cavallo portando i turisti a ridosso dei “testimoni di erosione”, termine geologico con cui vengono chiamate le enormi guglie rocciose. A questi giganteschi pinnacoli sono stati dati nomi curiosi ed originali che richiamano, con molta fantasia, sagome di animali. Il più riconoscibile, a parere mio, è l’elefante. Una strada battuta sommariamente conduce chiunque si voglia avventurare, anche col proprio mezzo, in prossimità dei punti panoramici del parco. E’ possibile accostare l’auto, scendere, prendersi tutto il tempo che si desidera per ammirare l’impressionante panorama e per scattare fotografie. La vallata, di origine fluviale, è talmente ampia che raramente incontrerete altri viaggiatori e vi sembrerà di essere soli, nel silenzio, sperduti in un paesaggio unico che non potrete paragonare mai a null'altro! E pensare che, a causa dei tempi stretti, ero disposta a rinunciare alla sua visita. L’avevo sottovalutata. Non fatelo anche voi, vi lascerà senza fiato!