5 piatti tipici della cucina friulana

Il Friuli Venezia Giulia è una regione forse piccola, ma che non ha nulla da invidiare alle altre regioni d’Italia in fatto di tradizioni. La tradizione gastronomica poi è assolutamente uno dei punti di forza di questo angolo nord orientale dello stivale che varia molto a seconda di dove ci si sposta nel territorio regionale e che risente delle influenze di confine austriache e slovene. Oggi vi voglio parlare di 5 specialità più o meno note che non potete perdervi se state progettando una fuga in Friuli Venezia Giulia. Potete trovarle un po’ in tutta la regione ma ci sono delle aree in cui determinate ricette sono più radicate di altre quindi ovviamente più buone. Iniziamo!

Frico con le patate

Il frico con le patate è la bandiera della cucina friulana: è un tortino a base di formaggio locale, tradizionalmente il Montasio che è uno dei prodotti più apprezzati in regione e che si può trovare in varie stagionature. Prima si cucinano le patate con la cipolla, poi quando queste sono ben morbide si unisce il formaggio. Il frico è pronto quando ha formato una bella crosticina dorata. Si serve a spicchi ed è meglio mangiarlo ben caldo. Il frico con le patate potete mangiarlo un po’ dappertutto in Friuli ma soprattutto nelle province di Pordenone e Udine, specialmente nelle Dolomiti Friulane e nelle alpi Carniche e Giulie. Non scordatevi di accompagnarci un bel bicchiere di vino rosso.

Cjarsons

Sempre rimanendo in zona alpina, tra le montagne della Carnia c’è un altro piatto tipico da gustare, i Cjarsons (o Cjalsons). Questi particolari ravioli nascondono un ripieno a base di mele, ricotta, patate lesse, pere, uvetta, spinaci, pinoli, cannella e cacao. I cjarsons vengono serviti conditi con burro fuso, ricotta affumicata grattugiata, zucchero e cannella. Un mix atipico che può non piacere proprio a tutti ma che va assolutamente provato almeno una volta nella vita!

Cjarsons
Cjarsons

Jota

Se ci spostiamo un po’ verso la costa e soprattutto verso il confine, in quel meraviglioso luogo d’Italia da sempre crocevia di popoli e culture che è Trieste troviamo la Jota, una minestra a base di crauti, fagioli e patate che sa di Mitteleuropa. La particolarità di questa zuppa sono sicuramente i crauti acidi che richiamano i gusti della cucina austriaca e slovena. La Jota è uno di quei piatti frugali ma anche molto energetici che si possono assaggiare in qualche locale tipico ma soprattutto negli agriturismi e nelle osmize del Carso triestino.

Boretto di pesce

Cambiamo registro e lasciamo definitivamente le montagne, anche quelle più basse del Carso, per tuffarci al mare. Grado è una località balneare con una lunga tradizione di pesca: in mare o tra i canali della laguna di Grado e Marano i pescatori hanno sempre trovato una ricca varietà di pesci che ovviamente sono diventati la base su cui si poggia la cucina tradizionale locale. Il boretto di pesce è in assoluto il piatto più famoso della cucina gradese: una deliziosa zuppa di pesce che viene accompagnata da una polentina fina che è ancora più buona quando viene affogata nel sughetto della zuppa.

Gubana

Non posso non terminare il mio excursus nella cucina tradizionale friulana con un dolce. Ce ne sono tanti di dolci tradizionali, ogni città, ogni zona ha il suo, ma la gubana è quello ufficialmente riconosciuto a livello regionale. La gubana “originale” viene prodotta nelle Valli del Natisone, in provincia di Udine a pochi chilometri dalla Slovenia. La gubana è una pasta dolce lievitata che al suo interno nasconde un ripieno di uvetta, noci, pinoli, zucchero e grappa. Nelle Valli del Natisone si trovano anche gli strucchi, mini dolcetti che nascondono il medesimo ripieno della gubana.

Gli strucchi, il ripieno è lo stesso della gubana
Gli strucchi, il ripieno è lo stesso della gubana

Cercare di riassumere la cucina del Friuli Venezia Giulia in sole 5 specialità è sicuramente riduttivo, potrei aggiungere molti altri piatti, dal goulash alla brovada, dai blecs alla pinza, per non parlare dei prodotti d’eccellenza, dal prosciutto crudo ai formaggi, ai numerosi Presidi SlowFood… Ma magari di questi vi parlo un’altra volta! :-) Foto header credits Michela Simoncini - Flickr