Roma e i suoi tesori nascosti

Se vi dicessi Tour Eiffel, Statua della Libertà o Big Ben sono sicura che capireste subito di quale città sto parlando. Questo è perché ogni città viene associata ad un monumento, una torre, un tempio, una piazza… insomma, ad un simbolo che la rende unica in tutto il mondo. Se vi dicessi però ad esempio Fontana Stravinsky o Brixton Windmill, forse qualche difficoltà nel riconoscere la città potrebbe esserci. Le guide turistiche, proprio perché “turistiche”, sono solite elencare i luoghi più famosi o assolutamente da vedere di ogni città, ma bisogna ricordare che ogni angolo può svelare un tesoro nascosto. Parlo di luoghi insoliti, affascinanti, sicuramente sacrificati dal poco tempo a disposizione ma comunque imperdibili. Roma di questi tesori ne è davvero piena e, abitandoci da 5 anni, ho qualche chicca da raccomandare a chiunque si trovi nella Capitale anche solo per qualche giorno.

Cripta dei Cappuccini

In Via Veneto, una delle vie più prestigiose di Roma ed esattamente alle spalle della fontana del Tritone, si trova la Chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini, fatta costruire da Papa Urbano VIII in onore del fratello Antonio Barberini. Dall’esterno questa Chiesa non cattura l’attenzione, anzi, non mi è mai capitato di trovarvi fila nonostante la fermata del bus posta proprio davanti al suo ingresso. Qui però vi è custodita una “reliquia” molto particolare: è la cripta-ossario, raggiungibile solo previa visita obbligatoria del museo storico-religioso (il cui costo è oggi di 6 euro – fino a pochi anni fa l’ingresso era gratuito). Ad accogliervi troverete la frase “Quello che voi siete noi eravamo, quello che noi siamo voi sarete” e questo è dovuto alla presenza delle ossa di oltre 4000 mila frati, raccolte tra le mura o addirittura utilizzate per farne dei lampadari. È un luogo senz’altro inquietante, ho ancora impressa nella mente la Cappella dei Bacini realizzata con le ossa dei bacini dei frati cappuccini, di cui si possono osservare anche alcuni corpi mummificati.

Quartiere Coppedè

Poco distante dal centro di Roma, raggiungibile con alcuni bus come l’83 o il 92, è il Quartiere Coppedè. Varcare l’arco che segna il suo ingresso vi darà la sensazione di entrare in una città completamente diversa; dimenticate il caos e lo stile architettonico di Roma perché qui a comandare sono il barocco, il liberty, il gotico. Grandi edifici dai nomi particolari come il Villino delle Fate o il Palazzo del Ragno circondano la Fontana delle Rane, posta al centro di Piazza Mincio. Sono certa che una passeggiata al Quartiere Coppedè rientrerà tra i ricordi più belli che avrete della Capitale.

villino delle fate
villino delle fate

Basilica di Santa Croce in Gerusalemme

Dopo aver visitato l’imponente e celebre Basilica di  S. Giovanni non potete perdervi, sia per motivi logistici (raggiungibile a piedi) che per motivi spirituali, la visita di uno dei luoghi più sacri di Roma.

Santa Croce in Gerusalemme
Santa Croce in Gerusalemme

La Basilica di Santa Croce in Gerusalemme custodisce al suo interno delle reliquie importantissime: pezzi della croce di Cristo come un chiodo e il Titulus Crucis (l’iscrizione posta sopra la croce), e ancora due spine della corona di Cristo e il Dito di San Tommaso, l’apostolo scettico. Alcune di queste reliquie furono portate a Roma da Sant’Elena dopo un viaggio in Terra Santa e proprio alla Santa è dedicata la cappella che si trova all’interno dell’edificio.

Pietro in Vincoli

Il Rione Monti è il mio quartiere preferito di Roma, senza ombra di dubbio. Si trova vicino al Colosseo, in un quartiere dove il tempo sembra essersi fermato con le sue botteghe e localini con le vecchie insegne. Proprio qui si trova la bella Basilica di S. Pietro in Vincoli, ancora trascurata dal grande turismo di massa. Per arrivare al suo cospetto dovrete salire una scalinata sormontata da un arco che in primavera viene letteralmente ricoperto da verdi rampicanti e, una volta arrivati, sono quasi certa che avrete l’impressione di trovarvi davanti ad una Chiesa comunissima. Non lasciatevi però ingannare dalla sua facciata forse un po’ fredda e povera: i tesori si trovano il suo interno (e l’ingresso è gratuito). Qui è infatti custodita una delle più prestigiose opere di Michelangelo, “Il Mosè”, famoso anche per la leggenda legata al suo stesso  scultore, il quale, osservandone la perfezione domandò: perché non parli? Sempre all’interno della chiesa sono custodite le non meno importanti vincula di S. Pietro, le catene che vennero utilizzate per la prigionia del Santo e che secondo la leggenda si sono fuse in un’unica catena inestricabile. Questi sono solo 4 dei grandi tesori nascosti nell’immensa Roma, i primi in cui porto amici e parenti quando vengono a trovarmi in città. Ma ne avrei tanti altri da raccontare… magari nel prossimo articolo!